sabato 31 luglio 2010

Taci imbecille

La Pianura Padana, detta anche Val Padana, ad indicare quel vastissimo territorio che si estende dal Piemonte al Triveneto senza soluzione di continuità, laddove se si salta in alto si riesce a vedere per decine di chilometri d'intorno senza che vi sia cima che ostacoli la vista, nebbia permettendo, proprio quella stessa nebbia che laconicamente i bollettini meteo della radio d'un tempo, quella di prima delle prime radio libere annunciava mestamente praticamente da gennaio a dicembre, in analoga mancanza di soluzione di continuità...nebbia in val Panana.

Quel territorio, nato dall'accumulo alluvionale che per milioni di anni è stato generato dal Po e dai suoi affluenti, nel bacino idrografico più grande d'Italia, è ormai invece tristemente noto per ben altre cose, ovvero per la presenza di un movimento politico noto col nome di Lega Nord, unica realtà politica nel panorama nazionale dotata di un serio programma che sta rispettando tappa dopo tappa, nonostante avversità elettorali ed un paio di ictus e soprattutto grazie alla complicità di personaggi quali il nostro ormai mitico Silvio B che farebbero di tutto per non perdere il consenso di Bossi e C grazie al quale possono continuare a fare e disfare a loro piacimento.

Il diverso attributo usato nel mio titolo serve proprio a distinguere il padano generico, padanus umilis, inteso come abitante della zona d'Italia ben nota dal padano inteso come leghista, padanus bossiensis, che pur rappresentando ahimé la maggioranza di quelle regioni non è, fortunatamente, l'unico tipo. Dopo tutto anche nella germania hitleriana e nazista qualche voce fuori dal coro c'era! La differenza è sottile comunque vista la tendenza che ha l'umilis nel trasformarsi rapidamente nell'altro tipo con notevole incremento del tasso di imbecillità. E si trovano parecchi bossiensis persino tra non autoctoni e soprattutto, udite udite, tra emigrati con valigia di cartone legata con lo spago e discendenti diretti che oggidì inneggiano ai miraggi separatisti ed indipendentisti, nonché federalisti.

E capita così che ogni tanto da queste parti, dalle parti della vessata Roma anche se non così indenne da malesseri e malaffari di varia natura, ci si incazzi un po' a sentirsi continuamente nell'occhio del ciclone ed usati come capri espiatori delle disgrazie nazionali. E se ad incazzarsi è gente quale quella del PdR (Popolo di Roma), movimento di estrema destra, nato non da molto sulle ceneri di non si sa bene quale altro mucchio di letame scarto della politica e con sede legale in Sardegna (in Sardegna? neanche cominciano e si sono già automandati al confino?) è facile svegliarsi una mattina e trovare Roma tappezzata di manifesti come questo con ignoti costi dell'operazione. E così tra l'altro ieri notte e ieri i muri di Roma, soprattutto al centro, erano coperti di queste esortazioni che tradotte in vernacolo moderno suonerebbero in un "ma che c***o stai a di'? ma che te stai a 'nventa'?" seguito ovviamente da un roboante "ma vattene af*****" all'indirizzo del padanus bossiensis, quello imbecille ca va sans dir.

Peccato che così come quest'ultimo incappa nell'error di far di tutta un'erba un fascio così costoro, quelli del PdR, vengono accumunati facilmente col civus romanus DOC e DOP. Ma è difficile in situazioni di emergenza distinguere e le manganellate, ancorché figurative piovono a destra e manca senza distinzione di sorta.
E così anche il sottoscritto, una volta tanto, pur di estrazione e cultura completamente diversa ed ideologicamente opposta a questi tipi del Pdr, per una volta può dire senza tema d'esser smentito: SONO D'ACCORDO! TACI PADANO o meglio taci IMBECILLE senza però cadere nell'equivoco linguistico metafisico che vorrebbe che "i leghisti sono imbecilli, i leghisti sono padani, i padani sono imbecilli" e invece rafforzando con "gli imbecilli non hanno nazionalità, gli imbecilli non hanno titolo a parlare, si mettano a tacere gli imbecilli che lo fanno".
E c'è ancora qualcuno che sostiene che Giulio Cesare non avesse avuto ragione nell'imporre la pace e metter fine alle guerre fratricide e civili a suon di bastonate!

venerdì 30 luglio 2010

Falso più IVA

Preambolo: ogni volta che mi capita di passare dalle parti di Fontana di Trevi, che sia per lavoro o meno, non posso fare a meno di notarlo...e ieri ho voluto documentare e fare qualche domanda.
Come sappiamo, in tutta Italia, soprattutto da parte delle varie polizie locali o municipali, altre volte da agenti della GdF, vengono eseguiti massicci sequestri della mercanzia in vendita su improvvisati banchetti o lenzuola stese a terra di borsettame, cintame, orologiame od occhialame vario notoriamente falsificato, spesso con estrema perizia comunque : la cosa misteriosa rimarrebbe sapere che fine fa il materiale sequestrato nutrendo personalmente dei dubbi che finisca tutto al macero.
Indipendentemente dalla questione legata al maggior o minor pietismo che possa suscitare il pensiero dell'extracomunitario privato, pur temporaneamente, del suo mezzo di sostentamento appare ovvio che risulta comunque difficile superare od arginare il problema se non con provvedimenti che avrebbero dovuto essere drastici immediatamente, ovvero sul nascere del fenomeno, e non, come al solito all'italiana, aspettare che si venga sommersi dalla spazzatura ed intervenire quando ormai sia troppo tardi (ogni riferimento è puramente casuale...). Tanto per citare i nostri cugini d'oltralpe, in Francia spiccano un po' dappertutto cartelli di avviso, per turisti e non, che ricordano che da quelle parti l'acquisto di merce falsa o falsificata è punito con sanzioni micidiali e persino con l'arresto! Tant'è che a Parigi, gli extracomunitari o semplicemente il popolo di colore delle banlieu si arrangia vendendo mini Tour Eiffel o minibusti napoleonici e non troverete mai borsette dalla nota LV stampigliata...
Ma ieri dicevo all'inizio, mi sono ancora una volta soffermato sul banchetto fisso (è lì da anni) che vende borsette, borsellini, portafogli e ciarpame vario all'incauto turista che sempre meno si farà far fesso dal solito venditore di fontane di Trevi giacchè siamo proprio da quelle parti.
Tra le tante borse o borsellini appesi od esposti, anonimi oggetti di argigianato cinese o vietnamita, ne spiccano diverse spiccatamente false o comunque falsificate: non si tratta soltanto di riproduzioni con leggere modifiche alla grafica del logo fatte per aggirare la normativa ma anche di evidenti riproduzioni false di griffe più o meno note.
La cosa veramente anomala non è solo che si tratta di un banco fisso che vende merce falsa senza che nessuno abbia mai fatto un sequestro: un esercizio che quindi paga tasse di occupazione di suolo pubblico, licenze commerciali e magari, ne dubito comunque fortemente, persino i contributi e le ferie ai soliti cingalesi che vengono schiavizzati dalle solite due o tre famiglie romane padrone dell'intero mercato cittadino di questo tipo (dalle bancarelle nei mercati rionali, ai furgoni con bibite e panini fino ai venditori di castagne). Sappiate che questi commessi ci dormono persino dentro i chioschi a fare la guardia in cambio di un posto letto.
Ma quanto è veramente incredibile è che sul banco è (giustamente) presente anche un regolarissimo registratore di cassa. Ne consegue che l'emissione (non stiamo a sindacare che magari avviene una volta su cento..) del regolare scontrino fiscale è conseguente non solo al pezzo regolare ma anche a fronte della vendita di una borsetta falsa!!! Ovvero, lo stato incassa IVA dalla vendita di un falso o comunque di merce che in altri luoghi o momenti è passibile di sequestro! E, versando altra benzina sul fuoco, nella fantascientifica ipotesi che la dichiarazione dei redditi del proprietario del banco contenga anche i proventi della vendita dei falsi lo stato incasserà anche IRPEF ed altro sempre proveniente da quota parte del commercio di merce illegalmente esposta e venduta...
Poi c'è qualcuno che strilla che sarebbe uno scandalo riaprire i bordelli perché ignominioso pensare che lo stato possa incassare proventi vari dalla prostituzione almeno quella è merce genuina e non falsa...
Da quelle parti è sempre presente una coppia di metropolitani (una volta i pizzardoni, ehm, i vigili urbani erano così chiamati) che solertemente fischiano a qualsiasi tentativo d'appropriazione indebita di monetine del ritorno lanciate nella fontana di Trevi od ai turisti che scambiano la medesima per un pediluvio o magari per una piscina convinti d'esser Mastroianni o la Ekberg. E così ieri, animato da uno spirito ironico ed un po' sarcastico ho chiesto lumi: è forse la presenza del registratore di cassa che lo rende immune e convinto d'esser nel giusto anche vendendo merce di tal guisa? A domanda risponde già è vero, strano, non potrebbe...veda...c'è una coppia di nostri colleghi amministrativi in giro, può chiedere a loro...Gli amministrativi non li ho trvati e nenche avevo tempo e voglia di cercarli: sono i vigili che tra le tante cose controllano la regolarità degli esercizi commerciali e fanno i sequestri delle tovagliate di merce venduta dai vu' cumpra'..)
E così il mistero rimane...ed anche l'amaro...
Nelle foto successive, in via delle Muratte, a due passi da Fontana di Trevi e dal bar che fa il miglior caffè con panna di Roma , il banco sotto osservazione...si vedono bene le griffe falsificate (soprattutto delle nota G) e nella seconda foto, seminascosta dalla mercanzia sulla destra del banco dietro la coppia di borse bianca e rossa il miTTico registratore di cassa...magari è pure wireless con collegamento diretto con l'ufficio delle imposte

lunedì 19 luglio 2010

Emergenza sisma


Ieri sono tornato a girare in moto. In cerca di frescura in quel di Campo Imperatore e della stupenda strada (SR86 e SS17bis) che dal Valico delle Capannelle dapprima sale verso le propagini nordoccidentali del massiccio del Gran Sasso, ridiscende ad Assergi (da dove parte la storica teleferica per il Gran Sasso) per poi risalire decisa verso quota 1800 e costeggiare tutto il blocco meridionale del massiccio, con deviazione verso Campo Imperatore e lambendo le cime di Monte Aquila a sud, Monte Prena e Monte Camicia a nord. Ma non divaghiamo…sapete com’è: il geologo che è in me si affaccia ogni tanto prepotente.

E tornando da quelle parti sono ripassato per l’Aquilano. Castel del Monte con la sua torre campanaria crollata, Santo Stefano di Sessanio (di cui avevo già scritto) senza più la stupenda torre medicea al posto della quale c’è un intelaiatura di tubi innocenti, la quasi millenaria rocca di Calascio ancora in piedi!!! E ovviamente i paesi sulla SS 17 verso l’Aquila tra cui Onna e la sua tragedia.

E fin qui si parla di cose vecchie: colpisce sempre vedere edifici nuovi intelaiati e posti sotto armatura. anche se a fianco di questi i condomini nuovi realizzati a tempo di record, va ammesso (come ad esempio i coloratissimi edifici all’altezza del nucleo industriale di Bazzano e Paganica nella periferia orientale de l’Aquila). Anche se molti non sanno che gli attuali occupanti dovranno o comprarseli o…andarsene. E spesso non lo sanno neanche gli stessi occupanti. E tornano prepotenti le immagini della recente manifestazione degli aquilani presi a manganellate in tutta risposta alle loro proteste.


Veniamo al punto.
Proprio mentre passavo sulla SS 17 diretto verso il bivio per Torninparte improvviso e mal segnalato un cartello di divieto di accesso impediva la percorrenza della strada verso Antrodoco mentre il traffico proveniente dalla parte occidentale della città era regolare. Il cartello, mal posto perché faceva pensare ad un piccolissimo cantiere locale non aveva ulteriori segnalazioni se non una laterale, sul bivio verso Piagge.
Il cartello recitava (peccato non averlo fotografato!)
“Emergenza sisma. Viabilità consigliata per l’Aquila ecc ecc…”


indicando il percorso alternativo verso S. Elia. A parte che per chi viene da est senza null’altro vedere o sapere si trova in un bel guaio, visto che nulla indica in precedenza alternative valide: me compreso ovviamente che conosco solo quella strada principale e se non fosse stato per l’aiuto di un passante chissà dove mi sarei ritrovato.
Ermergenza? Risparmiandovi richiami etimologici che la direbbero lunga non occorre certo essere un latinista per sapere che il termine è uso a situazioni critiche, condizioni eccezionali, reattività immediata a fronte di poco tempo per organizzare e pianificare e via discorrendo.

Sono passati 15 mesi e definire in emergenza la viabilità periferica, su strade che non sono state affatto interessate dal sisma è ridicolo oltre che penoso costringere aquilani e non solo a seguire un giro lunghissimo e trafficato per andare da una parte all’altra della città intasando le vie centrali oltremodo quando non esiste più quella condizione appunto d’emergenza che consentiva a mezzi di servizio e di soccorso di muoversi più rapidamente.

Emergenza indica uno stato temporaneo, ovvio. Ma questo nostro strano paese abituato a sentirsi raccontare da decenni d’essere in emergenza (idrica, territoriale, economica, geologica ed idrogeologica, abitativa, energetica, governativa, emergenze climatiche estive ed invernali ai primi caldi o freddi di stagione…) ha ormai assorbito il morbo dell’assuefazione e scambia emergenza con normalità spaventandosi di fronte a situazioni che in altri paesi sono invece la comune quotidiana routine.

E così una strada di grande scorrimento viene mantenuta misteriosamente a senso unico senza ragione apparente. E questa situazione di emergenza va venire in mente altre situazioni compreso quella di molte aziende, compresa la mia, che definiscono emergenza situazioni di sovraccarico lavorativo per tutti per nascondere l’impossibilità o peggio, la mancata volontà, di usare l’unico mezzo possibile per uscire dalla contingenza: potenziare. La forza lavoro in questo caso o i veri interventi.

Mentre le aree intorno alle scuole ed agli asili (riaperti!) de l’Aquila sono invase da erbacce e roveti dovuti alla situazione di emergenza e giustificati dalla cronica mancanza di fondi per ruberie (definisco tali anche gli storni a favore di altre iniziative od i tagli alle varie finanziarie nazionali o decentrate) le strade intorno a Coppito sede del G8 sono costellate di fiammanti rotatorie e quelle dalle quali è passato il Giro d’Italia hanno persino le aiuole fiorite!

E se proprio vogliamo parlare di emergenza, senza ricorrere alle tristi vicende del popolo delle carriole vorrei che qualcuno mi spiegasse perché ci sono in giro ancora ammassi di macerie come questo, fotografati dal sottoscritto ieri vicino al casello ferroviario di Sassa Scalo. Certo è poca roba, una pinzillacchera avrebbe detto Totò, rispetto a quanto ancora c’è nel centro storico. Ma visto che il mitico Mister B si è dato tanto da fare a mostrare un aspetto falso e menzognero rispetto alla realtà de l’Aquila (così come fu ed è per Napoli e la sua munnezza) potrebbe far sì che si trovino i 2 o 3 mila € necessari a rimuovere questa catasta di macerie. O devono pensarci i due o trecento residenti di Sassa?





domenica 4 luglio 2010

E gatto fu

Schizzo è con noi da poco più di un mese ed è ormai parte integrante della nostra vita quotidiana. Ho sempre avuto l'indole un po' gattara nel senso che mi sono sempre piaciuti i gatti considerando i cani altrettanto splendidi come animali domestici ma molto più impegnativo. Da ragazzo per un po' un gattino ha anche circolato a casa mia, un trovatello raccolto da mio padre che, di contro, ha sempre vissuto con gatti in casa fin quando si sposò.
Ma da qui a pensare di averne uno un giorno ce ne corre. Ho sempre ritenuto molto impegnativo l'accudire un qualsiasi animale domestico ed ho comunque ceduto di buon grado al pollice zoologico di mia moglie (che prima di sposarsi ha avuto un paio di cani, di cui l'ultima vissuta quasi 17 anni). E così in casa mia hanno girato tartarughine e pesci rossi (poco e piuttosto inutili direi), bengalini con i quali si iniziò con una coppia...molto prolifica ed arrivammo ad averne una decina (!) con uno che è vissuto quasi 10 anni!!! E, come non citare Nana, un bellissimo coniglio (anzi coniglia) che ha oggi 8 anni e mezzo, una vera centenaria in termini di anni umani!

Ma con Schizzo, questo è il nome deciso di comune accordo, è stato amore a prima vista. Accompagnando mia moglie, evento per me rarissimo, da veterinario per una visita di controllo a Nana, era lì, un fagottino di 20 cm, 40 giorni di età, in cerca di casa come ci dissero subito, a titolo assolutamente gratuito. Nato da una cucciolata di randagi e che una associazione aveva appunto affidato a vari studi veterinari per cercare di dar loro casa. Da solo in quella gabbia enorme mi colpì subito la vivacità tipica dei cuccioli ma con un qualcosa in più e soprattutto l'estrema socievolezza dimostratami non appena mi avvicinai alla gabbia per dargli una grattatina sulla testa. E questa estrema socievolezza è stata confermata fin dal primo giorno espressa con tutti coloro i quali gli dimostrano attenzione ed affetto.

Tornato a casa, ma inconsciamente la decisione era presa, sapendo comunque l'impegno occorrente pur considerano la notevole autonomia dei gatti, ho raccontato l'episodio alla più piccola delle mie due figlie, che definire gattara è poco, innamoratissima di questi fantastici felini fin dalla più tenera età. Lei, la furba, facendo leva sulla mia già malcelata predisposizione ne ha approfittato e non appena ha capito che il mio era un alla domanda che mi faceva da anni (papà prendiamo un gatto?) è scoppiata a piangere di gioia, ha telefonato al ragazzo, ha iniziato a scalpitare per andare subito. Anche la grande, nonostante qualche iniziale diffidenza, si vedeva che ne era entusiasta.

Erano già quasi le 14 di sabato e sapendo che lo studio veterinario lavora fino alle 17 anche in questo giorno mia moglie ha telefonato per prendere accordi per il lunedì successivo ma noi tutti, soprattutto il sottoscritto, abbiamo fatto in modo di poter andarci subito e così, meno di un'ora dopo il gatto era a casa nostra!
Tutti quelli che l'hanno visto, compreso mia figlia che non m'ha quasi neanche dato il tempo di parcheggiare precipitandosi nello studio, hanno avuto fin da subito la mia impressione: questo schizzetto di tigrato europeo tipico, con quel musetto e la dolcezza che solo un cucciolo sa esprimere, ha conquistato tutti. E persino mia moglie, diffidente con i gatti (pur amando tutti gli animali) fin da piccola per qualche graffio di troppo subito, è stata conquistata nonostante il timore di convivenza col coniglio.
Ora mentre scrivo è qui che dorme beato dietro il portatile, proprio dove esce l'aria calda dalla ventola di raffreddamento perché come noto i gatti, con la loro temperatura basale di 38/39 gradi, difficilmente li si vede a...prendere il fresco nonostante l'afa di questi giorni.

Cresce a vista d'occhio, adesso è lungo il doppio e pesa un chiletto abbondante ma è ovviamente sempre giocherellone e preda di quegli attacchi di euforia che solo i gatti possono avere: mia nonna, da buona siciliana, diceva ci venne u trippu...il "trippo" dei gatti. La mattina per esempio, quando in posizione di agguato pronto a spiccare il balzo assalta qualsiasi movimento sotto le lenzuola! Ovviamente si comporta da gatto, ovvero fa solo quel che vuole fare di sua iniziativa, dopo tutto, qualcuno di voi ha mai visto un gatto al circo?
E i giochi che fa con un nonnulla. I gatti sono gli unici animali che riescono ad inventare i giochi proprio come i nostri bambini. Se lo vedete saltare in aria contro qualcosa che non esiste è perché il gatto in quel momento ha voluto attaccare un suo immaginario bersaglio...
Ma l'affetto che esprime, col suo istinto felino, è sorprendente, come quando si attacca al corpo iniziando a ronfare come un treno, giocherellando con le zampette con il naso o la bocca del destinatario delle coccole date e ricevute, leccando con quella lingua rasposa qualsiasi cosa trovi a portata di muso o spingendo ritmicamente con le zampette sulla pelle a mimare l'impasto del pane (gesto che fanno con la mamma per spremere le mammelle e far uscire più latte e che comunque esprime benessere).

Benvenuto in famiglia Schizzo!

Andante

Nota a posteriori riportata a priori: non scrivo da un sacco di tempo ma dopo averlo fatto me ne compiaccio. Dovrei farlo più spesso.

Andante si diceva...
Né con moto né con brio. Andante e basta.
Né avanti né indietro, né in alto né in basso od in alcuna direzione spaziale diversa da quelle che i nostri limitatissimi sensi possano percepire.
Insomma si va e basta a perorare forse la causa di coloro i quali, come me, affermano che il senso stesso della vita è il vivere e che tutte le altre argomentazioni d'ordine metafisico non hanno senso alcuno.
Dopo una primavera ed un avvio d'estate umidi ed estremamente piovosi e freddi al punto da far nevicare ancora persino dove sci e scarponi li avevano riposti da un pezzo ecco immancabili le punte di afa, di caldo torrido, di assoluta (a)normalità del quadro mediterraneo. E così chi si lamentava di questa estate che non voleva arrivare citando forse non proprio a vanvera, l'impronunciabile nome del vulcano islandese, ora si lamenta del caldo anche quando questi non sia proprio eccessivo.
L'immeritata per gli intelligenti compagine governativa (governativa?) continua a fare e disfare secondo le regole del proprio interesse personale e qua e là ogni tanto affiorano rigurgiti di (in)dignità e di indegnità assolutamente leciti in questo trionfo dell'illecito. E così i mie concittadini ignorano tranquillamente quanto si va loro cucendo addosso, dentro ed all'intorno. La destra reazionaria va alla grande, dopo tutto ho già detto, siamo irrimediabilmente fatti per la dittatura e se andiamo a scandagliare per bene anche a ritroso nella storia gli italiani sono sempre stati un popolo di destra.
Nessuna meraviglia quindi se nessuno si indigna di fronte alle modifiche al già nauseante Lodo Alfano che vorrebbe estendere a premier e ministri l'impunità persino per procedimenti processuali iniziati prima di prendere la carica. Dopo tutto ciò fa scopa con la neo nomina di Brancher, faccendiere truffaldino di Antonveneta, cittadino al di sotto di ogni sospetto ed uno degli artefici della rinascita dell'allora fallito imprenditore Berlusconi dott. Silvio.
E tutto ciò nonostante la nazionale sia fuori dai mondiali dopo un umiliante e vergognoso girone iniziale. Perchè? Ma è ovvio: date agli italiani quasi 10 mesi di campionato, coppe e coppette, aggiungeteci un mese di mondiali od europei una volta ogni due anni e tanto basti a tenere distratta l'opinione pubblica dai fatti veri e concreti che dovrebbero riguardarla. E per coloro i quali non seguono il mondo del calcio (già a me 'sta definizione sta sulle balle assai) siano più che sufficienti 24 ore al giorno di idiozie televisive visto che ormai qualsiasi cosa va bene in palinsesto purché si tappino quei maledetti spazi...tra uno spot e l'altro!!!
E gli altri quattro sfigati rimasti? Beh, una volta si consolavano facendo girotondi, adesso non saprei. E' parecchio che non ne vedo o sento. Andanti appunto: per me potrebbero andarsene tranquillamente aff......insieme ai primi ovviamente, ai secondi, ai terzi...ecc ecc
"La Germania sta peggio di noi" tuona Tremonti! Ma almeno i tedeschi potranno riconsolarsi con il mondiale che si appresta a vincere la loro nazionale (e questo è un augurio ed un pronostico visto che ho pure comprato la maglietta dell'anno passato della nazionale teutonica i cui colori mi sono sempre piaciuti...Deutschland Uber Alles insomma!). Che poi stia peggio è proprio una grandissima cazzata. Ho una figlia che sta per partire per tre settimane per un corso di studio in Germania presso la prestigiosa università di Friburgo. Ebbene, corso, vitto, alloggio ed attività ludico ricretative comprese ad un prezzo ridicolo!!! Ed anche il viaggio è economico visto che c'è la EasyJet che serve quella tratta.
Ma restiamo in tema divagando e andando.
E' morto Pietro Taricone. 35 anni, una figlioletta. Non che abbia mai seguito GF ma quella prima edizione incuriosì tutti e tutti più o meno avemmo modo di conoscere quel simpatico sbruffone che era Pietro. E' morto di paracadutismo. E da ex paracadutista posso consolare gli animi dicendo che chi si lancia nel vuoto contando su un fazzoletto di stoffa ha già messo in conto di morire. Occorre esser fatalisti per farlo altrimenti il coraggio e la determinazione da soli non bastano, oltre ovviamente alla preparazione.
Si taglia a destra ed a sinistra ma per carità, i militari no sbraita Larussa, gen. Ignazio. Certo che agire sulle tredicesime sarebbe stata proprio una vigliaccata per coloro i quali già prendono uno stipendio oggigiorno appena sufficiente pe' campa'...ma vogliamo parlare di decenni e decenni di favoritismi, agevolazioni, superindennizzi e pensionamenti d'oro in cui la famosa meritocrazia inesistente ha condizionato l'andazzo tutto italiano? Colonnelli o marescialli miracolosamente promossi a generali o sottotenenti rispettivamente il giorno prima di andare in pensione per dare loro un vitalizio più cospicuo? Perché devono essere, tra i tartassati veri del paese, i dipendenti e tra questi quelli pubblici, sempre e soltanto tutti gli statali tranne i militari? Questa categoria, dai poliziotti ai forestali, dai finanzieri ai fantaccini passando per le guardie carcerarie, sono sempre uscite indenni da qualsiasi forma di taglio, compreso quello dei capelli fatto periodicamente dal barbiere della caserma e ovviamente...a gratis!!!
E andiamo! Andanti appunto. Mentre il potere d'acquisto del mio stipendio pur di tutto rispetto cala giorno per giorno ed a metà degli anni 90 ero molto ma molto più ricco che adesso che, oltrepassati i 50 quando dovrei godermi i frutti di più di mezza vita di lavoro, sto ancora a guardare se posso permettermi o meno la tale o tal'altra cosa.
Sto seriamente pensando di adeguarmi e smetterla di indignarmi. Dopo tutto persino in pieno regime dittatoriale c'è gente che sta serena e tranquilla e non si lamenta. Basta adeguarsi appunto. Si dice che con la dittatura non esiste dissenso ed opinione discorde, neanche il pensiero di questa...ma io non dissento, non discordo...e quindi?
Dopo tutto se Condorcet fin dal XIX secolo ed Arrow nel secolo scorso hanno logicamente (nel senso di logica come scienza) dimostrato che non esiste possibilità di democrazia a che pro sbraitare tanto, indignarsi e dissentire? Non capisco ma mi adeguo diceva il personaggio Ferrini, l'ultimo comunista vero, in Quelli della Notte.
Sia chiaro però. Se dittatura dovrà essere che sia come quella della DDR: di stampo marxista-leninista ma forte delle tradizioni asburgiche, fiore all'occhiello dell'Unione Sovietica di Gromiko, Breznev e Cruscev!!! Dove c'era la Trabant ma tutti avevano una Traba(lla)nt. Dove c'era solo la Leika ma che ottiche! Dove un panino nel 1949 costava 25 scellini e nel 1989, anno della caduta del muro...anche!!! Dove i giovani degli anni 60 e 70 potevano indossare jeans autarchici, una vera schifezza rispetto ai Levi's ma almeno tutti avevano un jeans...Dove insomma lo stato sopperiva a tutto e dove per evitare di cadere vittima di personaggi quali il protagonista del bellissimo "Le vite degli altri" bastava appunto...adeguarsi!!!
E siccome quella in cui stiamo, in pochi, boccheggiando, non è neanche dittatura, ma una vera schifezza della schifezza della schifezza dell'uommene dove dar loro del fascista sarebbe già qualcosa contro cui battersi ed al limite rispettare ideologicamente (...) allora continuo ad indignarmi cercando di far indignare altri attraverso queste miserabili pagine.
Ora mi fermo. Non vorrei essere il primo a cadere nella rete del bavaglio alla libertà di stampa ed opinione

Tre gusti


Apprezzo e amo il buon gelato ed il sangue siculo non c'entra anche se ai siciliani va attribuita senza dubbio una delle migliori scuole gelatiere nazionali e non.
Ed a proposito di buon gelato proprio una delle gelaterie siciliane di Roma che frequento spesso fa una cosa che mi lascia indispettito: tre gusti, indipendentemente dalle dimensioni del cono o della coppetta (che preferisco). Ma come? Nella coppetta da 1,5 € tre gusti come in quella da 3 che dovrebbe quanto meno essere doppia?
La cosa mi infastidisce non poco perché di gusti invitanti ce ne sono a dozzine e perché no anche tra le vaschette della loro specialità, il cosiddetto "gelato non gelato" gustabilissimo anche quando fuori ci sono 10 sotto zero
E allora? Dopo aver analizzato in almeno una dozzina di acquisti che in proporzione la coppetta da 1,5 € contiene più gelato che non quella da 3 (insomma per farne una da 3 non ci vogliono 2x1,5 come aritmetica vorrebbe ma meno!) ho deciso di fregare così i pigri gestori (credo si tratti di sola pigrizia visto che ripartire proporzionatamente tre gusti è più facile che non quattro) ho deciso di adottare una mia personalissima strategia...
Prendo sempre due coppette da 1,5 per un totale di SEI GUSTI!!! E non crediate che gestirle anche con un solo cucchiaino sia complicato, almeno non per me!
E con sei gusti c'è da sbizzarrirsi tra cioccolato di Modica, magari all'arancio, mandorle, fichi, cannolo o cassata siciliani, arachidi, pistacchio di Bronte e chi più ne ha più ne metta...
Devo ancora sperimentare la coppetta da 4,5...intesa come 3x1,5 ovviamente!

PS) non me ne vogliano i milanesi ma non comprate gelati artigianali a Milano come di rimando suggerito da Jestercap72