domenica 23 gennaio 2011

Memoria

Come si può descrivere quanto accade nel cuore di un uomo che ha dovuto lasciare la mano della moglie, il suo ultimo, rapido sguardo al viso amato? Come si pò vivere se una memoria spietata ti riporta alla mente l'istante di un congedo silenzioso quando per qualche frazione di secondo i tuoi occhi si sono chiusi per nascondere la gioia spicciola di aver salvato la pelle?
Come soffocare il ricordo di una moglie che ti mette in mano un involto con la fede, qualche zolletta di zucchero e un pezzo di pane duro? Come si può vivere vedendo che il bagliore si è acceso di nuovo, nel cielo, e sapendo che forse ad ardere sono le mani che avevi baciato, gli occhi che avevano gioito nel vederti, i capelli che sapevi riconoscere alche al buio, dall'odore, i tuoi figli, tua moglie, tua madre? Come si fa a chiedere un posto vicino alla stufa, nella baraccam a mettere la gamella sotto il mestolo che ti versa un litro di brodaglia grigiam o a riattaccare la suola allo scarpone? E come si può sollevare il piccone, respirare o bere con le grida dei tuoi figlie, i gemiti di tua madre nelle orecchie...

Certi aggeggi elettrici fanno calcoli di matematica, ricordano eventi storici, giocano a scacchi e traducono libri da una lingua all'altra. Risolvono quesiti matematici meglio dell'uomo e hanno una memoria impeccabile.
C'è un limite al progresso che crea macchine a immagine e somiglianza dell'essere umano? Evidentemente no.
Possiamo immaginarcele, le macchine dei secoli e dei millenni a venire. Ascolteranno la musica, apprezzeranno la pittura, sapranno dipingere quadri e comporre melodie e versi.
C'è un limite alla loro perfezione? Terranno testa all'uomo o faranno meglio di lui?
La macchina quale copia dell'uomo necessiterà di componenti eletrroniche, masse e spazi sempre più grandi.
Un ricordo d'infanzia... lacrime di felicità... l'amarezza di un distacco... la pietà per un cucciolo malato... la diffidenza... l'amore materno... l'idea della morte... la tristezza... l'amicizia... l'amore per i deboli... una speranza improvvisa... un'intuizione felice... il cordoglio... un'allegria immotivata... un improvviso turbamento.
La macchina potrà riprodurre tutto! Ma per contenere una macchina che cresce di peso e dimensioni man mano che impara a riprodurre le peculiarità della mente e del cuore dell'uomo non basterebbe tutto lo spazio di questa terra.
Il nazismo ha sterminato decine di milioni di persone.



Vasilij Grossman, "Vita e destino"